Descrizione
Trama
Il romanzo si apre con un’indagine che affonda le radici nel passato e che torna a galla in un momento apparentemente lontano dai fatti originari. Il vicequestore Rocco Schiavone si trova a confrontarsi con una vicenda che intreccia memoria, rimpianti e ferite mai rimarginate. La ricostruzione procede in modo non lineare, alternando presente e passato, mentre emergono legami nascosti e verità rimaste in sospeso per troppo tempo.
Temi principali
Il tema dominante è quello del tempo e delle sue conseguenze. Manzini esplora il peso dei ricordi, la difficoltà di lasciar andare e l’influenza che gli eventi passati continuano ad avere sul presente. Centrale è anche il tema della colpa, non sempre riconducibile a un reato, ma spesso legata a scelte personali e silenzi. Il romanzo riflette inoltre sul dolore, sull’amicizia e sulla perdita, con uno sguardo profondamente umano.
Atmosfera e stile
L’atmosfera è malinconica, attraversata da una tensione emotiva più che investigativa. Il tono è più intimo rispetto ad altri romanzi della serie, con una narrazione che privilegia l’introspezione. Lo stile di Manzini resta diretto e riconoscibile, ma si fa più misurato e riflessivo. I dialoghi mantengono vivacità, mentre la scrittura accompagna il lettore in un clima di nostalgia e disincanto.
Pro e contro
Pro
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Forte componente emotiva
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Approfondimento del passato del protagonista
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Scrittura intensa e coinvolgente
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Equilibrio tra indagine e introspezione
Contro
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Ritmo più lento rispetto ai gialli d’azione
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Centralità del mistero meno marcata
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Maggior peso dato ai sentimenti rispetto alla suspense
Perché leggerlo
“Era di maggio” è una lettura ideale per chi cerca un giallo che sappia anche raccontare il dolore e la memoria. È un romanzo che va oltre il caso investigativo, offrendo uno sguardo profondo sull’animo umano e sul tempo che passa. Perfetto per chi apprezza storie in cui l’indagine diventa un pretesto per esplorare emozioni autentiche e durature.


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