Descrizione
TRAMA
Roma precipita nel caos quando un blackout totale oscura l’intera città. Nel buio, le linee tra ordine e violenza si dissolvono, e ciò che emerge è l’aspetto più primitivo dell’essere umano.
Marcus, il penitenziere capace di vedere il male dove gli altri non lo percepiscono, comprende che quell’oscurità non è casuale: qualcuno l’ha preparata. Mentre la città si disgrega, Marcus e Sandra Vega – fotoreporter legata ai misteri del passato – seguono le tracce di un nuovo predatore che si muove nell’ombra sfruttando il blackout come un’arma.
L’indagine conduce a segreti antichi, a una battaglia tra luce e tenebra che non riguarda solo la città, ma la natura stessa del male. E Marcus dovrà affrontare la parte più fragile e pericolosa di sé.
TEMI PRINCIPALI
1. Dualità luce/ombra
Il blackout è metafora del buio interiore dell’uomo. Carrisi indaga come il male prosperi lontano dagli occhi della società.
2. Il male come presenza invisibile
Non un semplice criminale, ma un’entità che può insinuarsi ovunque.
Marcus incarna la lotta per riconoscerlo.
3. Vulnerabilità delle istituzioni
Con la tecnologia e il controllo azzerati, si rivela quanto la civiltà sia fragile.
4. Memoria, identità e colpa
I protagonisti portano ferite che influenzano la loro capacità di vedere la verità.
5. Il confine tra giustizia e fede
La figura del penitenziere richiama un’idea di giustizia antica, quasi mistica.
ATMOSFERA E STILE
Atmosfera
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Cupa, claustrofobica, immersa in un’oscurità fisica e psicologica.
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Forte tensione continua, ritmo da thriller apocalittico.
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Roma diventa un personaggio, minacciosa e misteriosa.
Stile
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Prosa rapida, incisiva, costruita su capitoli brevi.
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Uso efficace di cliffhanger e dettagli tecnici.
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Forte componente investigativa mescolata a elementi quasi esoterici.
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Carrisi alterna introspezione e azione senza rallentare il ritmo.
PRO E CONTRO
PRO
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Ambientazione potentissima: il blackout trasforma la narrazione in un thriller unico.
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Tensione costante: Carrisi è magistrale nel costruire suspense.
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Personaggi complessi, soprattutto Marcus, sempre in bilico tra fede e razionalità.
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Originalità del ruolo del penitenziere, che dona un tocco quasi metafisico.
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Ottima connessione con il primo volume, ampliando il “mito” del male di Carrisi.
CONTRO
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Alcuni elementi esoterici possono risultare poco chiari o criptici per chi preferisce thriller completamente realistici.
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La trama richiede attenzione: molti dettagli sono rivelati in modo frammentato.
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Finale che apre interrogativi e prepara al terzo volume, quindi non totalmente conclusivo.
PERCHÉ LEGGERLO
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Perché è uno dei thriller italiani più originali degli ultimi anni, con un’identità narrativa unica.
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Perché esplora il male da una prospettiva diversa, più simbolica e profonda del solito poliziesco.
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Per chi ama atmosfere buie e metropolitane, qui eseguite con grande maestria.
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Per chi ha letto Il tribunale delle anime e vuole scoprire cosa si nasconde davvero nelle zone d’ombra di Roma e dentro Marcus.
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