Descrizione
Trama
Il protagonista è Pietro Gerber, psicologo infantile e ipnotista, noto come “l’addormentatore di bambini”.
Gli viene affidato il caso di Matias, un bambino di nove anni che ha da tempo un sogno ricorrente molto inquietante: una donna vestita di nero, che non parla, appare nei suoi sogni.
Matias ha paura di dormire perché quella figura “silenziosa” sembra più di un sogno: Gerber inizia a temere che la mente del bambino stia sprofondando in qualcosa di pericoloso.
Gerber stesso comincia a percepire minacce anche nella sua solitudine: “perfino la mia casa … è infestata da fantasmi”, recita la descrizione ufficiale.
L’intera vicenda gioca sul confine tra sogno, memoria, incubo e realtà: cosa è reale e cosa è evocazione mentale?
Temi principali
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Trauma infantile: la mente di un bambino e i suoi incubi ricorrenti.
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Ipnosi e memoria: il potere dell’ipnosi di riportare ricordi, ma anche di distorcere la realtà.
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Paura del sonno: il sonno diventa terreno minaccioso, non rifugio.
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Presenza oscura e simbolica: la “signora silenziosa” nei sogni di Matias rappresenta una minaccia sfuggente.
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Solitudine e inquietudine: anche Gerber lotta con i suoi demoni interiori e con la propria casa “vuota e solitaria”.
Atmosfera e stile
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Atmosfera: molto psicologica, inquietante, con un senso costante di isolamento e mistero.
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Stile: scrittura tipica di Carrisi — capitoli brevi, ritmo che alterna introspezione e tensione, molte domande aperte.
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Grande uso di immagini oniriche e simboliche (sogni, figure silenziose) per giocare sul confine tra realtà e allucinazione.
Pro e contro
Pro
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Thriller psicologico molto coinvolgente: la tensione non è data solo dall’azione ma anche dai pensieri.
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Il personaggio di Gerber è ben consolidato e ricco di sfaccettature.
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Il mistero attorno a Matias e alla “signora silenziosa” è affascinante e originale.
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Il tema dell’ipnosi è trattato in modo credibile e narrativamente potente.
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Finale potenzialmente interpretativo e simbolico, che lascia spazio alla riflessione.
Contro
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Per chi cerca un thriller “spinto”: poca azione, molto è psicologico.
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Alcune parti possono risultare lente, perché Carrisi dà spazio a introspezione e sogni.
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Il finale interpretativo potrebbe non soddisfare chi vuole risposte nette.
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Il tema della “violenza domestica” citato in alcune recensioni può essere emotivamente pesante.
Perché leggerlo
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Se ti piace il thriller psicologico più che l’azione pura.
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Se hai già seguito la serie di Gerber (La casa delle voci, La casa senza ricordi, ecc.) e vuoi continuare a esplorare la sua mente.
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Se ti affascinano i misteri legati ai sogni, alle paure infantili e ai ricordi rimossi.
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Se vuoi un romanzo che unisca suspense, simbolismo e introspezione.
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Perché Carrisi sa costruire il male come qualcosa di sottile e inquietante.


Recensioni
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