Descrizione
TRAMA
Pietro Gerber è uno psicologo specializzato in ipnosi forense, conosciuto a Firenze come “l’addormentatore di bambini”. Il suo compito è aiutare minori traumatizzati a ricordare eventi rimossi o troppo difficili da affrontare.
Un giorno gli viene affidata una paziente fuori dal comune: Hannah Hall, una donna adulta che sostiene di sentire ancora le “voci” che la guidavano nell’infanzia. Durante le sedute emergono ricordi confusi: una casa isolata, rituali inquietanti, regole severe, la convinzione di essere stata in pericolo.
Mentre l’ipnosi scava sempre più a fondo, Gerber si trova invischiato in una storia che lo riguarda molto più da vicino di quanto immaginasse. Le sedute diventano un percorso dentro il ricordo, la paura e la manipolazione, portando alla luce segreti che cambieranno tutto.
Il confine tra verità e suggestione si assottiglia, fino a dissolversi completamente.
TEMI PRINCIPALI
• Memoria e manipolazione: possono i ricordi essere impiantati, distorti o creati?
• Trauma infantile: l’infanzia come luogo di vulnerabilità e mistero.
• Fiducia e inganno: nessuno è davvero affidabile, neppure il terapeuta o la voce narrante.
• Identità: chi siamo davvero quando la nostra memoria vacilla?
• La casa come labirinto mentale: protezione o prigione?
ATMOSFERA E STILE
Atmosfera:
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Intimista, psicologica, quasi onirica.
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Sensazione continua di incertezza e ambiguità.
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Luoghi domestici che diventano sinistri, carichi di simboli.
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Tensione crescente ma mai urlata: inquietudine più che horror.
Stile:
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Narrazione fluida, ritmo controllato.
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Forte uso del punto di vista interno per creare dubbio.
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Capitoli brevi, centrati sulla psicologia più che sull’azione.
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Carrisi costruisce mistero attraverso omissioni, silenzi, dettagli.
PRO E CONTRO
PRO
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Thriller psicologico puro, tra i più raffinati di Carrisi.
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Indagine nella mente: originale, disturbante, coinvolgente.
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Atmosfera unica, sospesa e inquietante.
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Finali multipli impliciti: il lettore continua a pensarci anche dopo la fine.
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Personaggio di Gerber molto ben costruito e credibile.
CONTRO
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Ritmo meno “action” rispetto ad altri romanzi dell’autore.
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La struttura basata sull’ipnosi può risultare complessa e astratta.
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Il finale, volutamente ambiguo, può dividere i lettori.
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Poche scene poliziesche tradizionali: è più psicologico che investigativo.
PERCHÉ LEGGERLO
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Perché è uno dei romanzi più psicologici, maturi e destabilizzanti di Carrisi.
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Per chi ama storie sulla memoria, i traumi, i segreti di famiglia.
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Perché Gerber è un protagonista unico nel panorama dei thriller italiani.
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Per l’atmosfera da thriller “mentale”, diversa da serial killer e indagini classiche.
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Per il colpo di scena finale che ricontestualizza l’intero libro.
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Perché dimostra quanto Carrisi sappia raccontare il male in forme sottili, quasi invisibili.
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