Descrizione
Temi
Alcuni dei temi principali che emergono dal libro sono:
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Salute e nutrizione: Il libro è focalizzato su un’alimentazione sicura, ma anche nutriente, per persone con disfagia.
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Accessibilità del cibo: Le ricette sono progettate per essere facili da preparare, usando ingredienti accessibili e tecniche semplici.
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Benessere psicologico: L’autrice tiene conto non solo degli aspetti pratici (cibo che si può deglutire), ma anche dell’impatto emotivo del non poter mangiare come prima.
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Inclusione familiare: Ricongiungimento a tavola: il pasto diventa un momento di condivisione, non solo una sfida medica.
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Empowerment domestico: Dare al caregiver (o alla persona con disfagia) gli strumenti per gestire la dieta in autonomia e con fiducia.
Atmosfera e stile
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Atmosfera: pratica, rassicurante, di supporto. Non è un libro di cucina “gourmet” per sbizzarrirsi, ma piuttosto una guida concreta per persone con bisogni specifici.
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Stile: semplice, chiaro, didattico. Le ricette sono pensate per principianti nel senso della disfagia, quindi il linguaggio tende a spiegare bene le consistenze, come modificare i piatti per renderli più sicuri.
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Tono: empatico e incoraggiante. L’autrice non solo spiega come cucinare, ma anche come affrontare le paure legate al mangiare quando si hanno problemi di deglutizione.
Pro e contro
Pro:
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Molto utile per chi ha disfagia: non è solo un ricettario generico, ma un manuale specializzato per un bisogno medico concreto.
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Struttura pratica: con piani alimentari, non solo ricette, aiuta a pianificare i pasti.
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Varietà di ricette: oltre 70 ricette significa una buona varietà — non ci si limita sempre alle stesse pietanze “purea”.
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Supporto psicologico: considera anche l’ansia e il disagio emotivo legato al mangiare con difficoltà.
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Accessibile: le ricette sono facili da seguire, anche per persone che non sono chef esperti, e probabilmente utilizzano ingredienti comuni.
Contro:
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Non un libro “narrativo”: se cercavi una storia o un romanzo, questo non è il genere giusto.
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Possibile limitazione di consistenza: anche se ci sono molte ricette, la necessità di mantenere le consistenze sicure (purea, morbido, etc.) può limitare l’“espressività culinaria”: non potrai avere piatti molto elaborati o croccanti.
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Adattabilità culturale: potrebbe essere pensato per un’utenza anglosassone (dipende dalle ricette, dagli ingredienti, dalle abitudini) – non tutte le ricette potrebbero essere perfettamente “italianizzabili”.
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Necessità di supervisione medica: anche se le ricette sono pensate per la disfagia, non sostituisce il parere di un professionista (logopedista, nutrizionista, medico).
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Meno fotografie: non ho trovato evidenza che il libro sia molto “figliato”: potrebbe non essere ricco di foto, il che può rendere più difficile visualizzare come devono essere le consistenze (dipende dalla versione).
Perché leggerlo
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Se tu o una persona cara ha problemi di deglutizione (per malattia, età, post-ictus, ecc.), questo libro può essere una risorsa concreta per rendere i pasti più sicuri e gustosi.
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Se sei un caregiver o un familiare, può darti fiducia nell’organizzare i pasti, sapendo che hai ricette appositamente studiate.
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Se lavori in ambito sanitario (nutrizionista, logopedista, terapista), potrebbe essere un utile strumento di supporto per i pazienti: non solo tecniche, ma anche ricette.
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Se vuoi “normalizzare” il momento del pasto anche con restrizioni alimentari, il libro aiuta a ricreare un’esperienza di condivisione.
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Per migliorare la qualità della vita: mangiare non è solo nutrimento, è anche piacere, e avere ricette “sicure” che sono anche buone può fare una grande differenza.


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