Descrizione
Capitolo 1
…quel desiderio di sesso comunque non la lascia in pace…
San Valentino a sorpresa
Una mattinata nebbiosa, Giada si annoia sola in casa, le sue curve sinuose illuminano la stanza.
Si scopre il seno davanti allo specchio e colta da un turbinio di desideri, incomincia a sfiorarsi i capezzoli con la mano destra, mentre la sinistra scende lenta su quel frutto non troppo maturo della sua giovane età.
Giada torna in sé e pensa di dare un senso a quella giornata grigia, così decide di fare un salto nella biblioteca della sua università. Quel desiderio di sesso comunque non la lascia in pace, si veste, apre il cassetto e sceglie un paio calze, poi si infila una minigonna da paura, di quelle che fai due passi e si alza, una maglia con il collo a dolcevita e infine gli stivali di pelle con tanto di tacchi alti. Si specchia di nuovo e si struscia un po’ di lucidalabbra su quella bocca così carnosa ma non troppo pronunciata. Si infila un cardigan di lana morbida ed è già in strada. Un refolo di vento gli provoca un brivido che dal basso ventre sale sulla schiena, una smorfia di piacere che non riesce a nascondere la rende particolarmente intrigante e magnetica, gli uomini che se la trovano davanti sono pervasi dalla sua sensualità non volgare.
Lungo il tragitto, fantastica con la mente, quasi non si accorge che sta perdendo il 19, l’autobus che Giada prende sotto casa per recarsi in università.
Su quell’autobus si ritrova schiacciata come una sardina: davanti una signora dalla taglia forte, sul fianco destro un signore minuto e anziano che non trova sollievo nel potersi sedere e alla sua sinistra un altra signora dai folti capelli impomatati e vaporosi. Davvero un calvario, pensa.
Lei che era comodamente semi nuda nella sua stanza a eccitarsi tutta sola davanti allo specchio, a toccare la sua pelle così fresca e soda e scoprirsi così bella e porca ammiccando sguardi che farebbero impazzire ogni uomo. Lei che roteava davanti allo specchio con movimenti lenti e calcolati scorgendo le sue natiche belle sode, con addosso uno slip troppo stretto per quel calore che le scaturiva da dentro.
Ma ora eccola lì su quel lurido autobus asfissiante e maleodorante, dove non c’è spazio vitale, nessuna via di fuga… Dietro Giada, un ragazzo poco più che adolescente le sta letteralmente addosso, in un primo momento si sente infastidita ma poi cercando di ignorare lo scomodo viaggio sente qualcosa indurirsi tra le sue cosce. Giada non reagisce, è troppo stupita e incuriosita. Il giovane che le sta dietro ha come l’impressione che la ragazza ci stia… così spinge il suo pene ormai duro in su tra le cosce di Giada che ora stringe forte le gambe per provocare il giovane. Lui, sorpreso, comincia a dondolarsi dolcemente avanti e indietro, nessuno tra i passeggeri si accorge della complicità dei due. Lei ora con la mano libera fa per sistemarsi la gonna davanti e con un gesto accarezza il glande che rigonfio e bollente gli sta sfregando l’inguine, Giada ora socchiude le gambe e si sposta in avanti. La sua fermata è la prossima, così con la stessa mano che accarezzava il pene, adesso lo respinge. Il ragazzo rimette a posto a fatica il membro ritto che è sul punto di venire.
Giada scende dall’autobus, tremante, sì perché in quegli istanti ha avuto un orgasmo provocatogli da quel perfetto sconosciuto di cui non conosce ne aspetto ne età, potrebbe essere un vecchio, un calvo, bello o brutto… ma a lei non importa; ciò che importa è l’esperienza nella quale si è spinta… o meglio, è stata spinta.
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